MEMORIA: come funziona e come posso aiutare mio figlio a potenziarla

La memorizzazione è l’abilità del nostro cervello di codificare nuove informazioni, conservarle e successivamente recuperarle. Ciò che non tutti sanno è che la nostra memoria non è sempre fedele alla realtà, bensì si tratta di una ricostruzione a partire dalle nostre esperienze, emozioni e preconoscenza. Cosa vuol dire? Pensa ad una serata tra amici, uno di loro vi racconta di un’esperienza che ha vissuto: a te resteranno impressi alcuni particolari, ma può essere che un altro che lo ascolta rimarrà colpito da altri aspetti e quindi, dovendo riportare l’accaduto probabilmente racconterete l’evento in maniera diversa, ognuno lo ricostruirà secondo quanto ha conservato in memoria.

Quindi, se impariamo a capire come percepiamo e  personalizziamo una nuova informazione, questo ci permetterà di memorizzare e apprendere in modo più efficace!

Inoltre non abbiamo solo un tipo di memoria, essa si suddivide in tre sistemi:

  1. SENSORIALE (durata: 0,25 – 2 secondi) si tratta del primo stadio di acquisizione di nuove conoscenze, durante questa fase, le informazioni sensoriali che recepiamo dall’ambiente vengono conservate per un brevissimo periodo di tempo, generalmente per non più di mezzo secondo per informazioni visive e circa 3 o 4 secondi per quelle sonore. Questo ci fa capire che la creazione di un ricordo inizia sempre con la sua percezione attraverso uno o più dei nostri cinque sensi;

  2. BREVE TERMINE (durata: 10 – 30 secondi) definita anche memoria primaria o attiva, è quel sistema che agisce sul presente perché permette di memorizzare informazioni che poi devono essere rievocate immediatamente;

  3. LUNGO TERMINE (durata: da qualche minuto a tutta la vita) deputata a conservare informazioni e ricordi per un lungo periodo, essa si suddivide in memoria dichiarativa e memoria procedurale. La memoria dichiarativa comprende le conoscenze che sappiamo sul mondo e a sua volta si suddivide in memoria semantica (conoscenze generali sul mondo esterno), memoria episodica (eventi specifici), memoria autobiografica (episodi personali della vita) e memoria prospettica (eventi che avverranno in un futuro prossimo, come la scadenza di una bolletta o la data degli esami); mentre quella procedurale non è verbalizzabile e riguarda il compiere un’azione.

Hai mai pensato a quali strategie utilizzi per ricordare una nuova informazione? Una data, un numero di telefono, una parola straniera o un nome particolarmente difficile?

Le tecniche sono davvero tante, ed avendo ognuno di noi uno stile di pensiero diverso è inevitabile che tu possa aver notato che un metodo per te valido magari per tuo figlio non risulta essere altrettanto efficace. Non assillarlo dicendogli che tu hai sempre fatto così e ti trovi bene, aiutalo piuttosto a scoprire quello che per lui sarà più efficace.

Vediamo assieme alcune tra le strategie di memorizzazione più conosciute:

  1. reiterazione meccanica: ripetere più volte (spesso questa tecnica è utilizzata dagli studenti, attenzione però che oltre a non rendere l’apprendimento piacevole, ma anzi noioso, faticoso e demotivante, spesso ciò che viene appreso in maniera meccanica e ripetuta si tende a dimenticarlo subito dopo il suo scopo, ovvero fatta la verifica elimino tutto quello che avevo imparato a memoria e non ci penso più);

  2. ripetizione integrativa: ripetere e fare collegamenti tra le informazioni che sto studiando (sicuramente più stimolante e duraturo del precedente in quanto la memorizzazione si avvale anche dell’uso della comprensione di quanto sto imparando);

  3. associazione: memorizzare attraverso l’uso di collegamenti con informazioni a me famigliari, che già conosco (questa tecnica faciliterà il recupero in memoria);

  4. mediazione: trasformo i nuovi concetti per me difficili in qualcosa di facile attraverso un legame, un ancoraggio che renda la nuova informazione più familiare e possibilmente anche più divertente (es. SHIP=NAVE mi ricordo una nave con gli scii che scende dalla montagna);

  5. organizzazione: creazione di un collegamento tra una lista di parole/concetti/informazioni nuove che sia coerente e organica (creo una storia, una canzoncina, una filastrocca tra i vari elementi che devo memorizzare). Questa è sicuramente fra le tecniche più efficaci se si tengono in considerazione due aspetti fondamentali: la storia deve essere personalizzata e divertente(la invento io, come voglio e come mi piace, perché solo con i miei collegamenti personalizzati poi riuscirò a ricordarmela).

Adesso ti sarà sicuramente più evidente che ci sono degli aspetti importantissimi da tenere in considerazione e che puoi far notare a tuo figlio per renderlo consapevole delle sue abilità in modo da far diventare il suo impegno scolastico più efficace.

Ricorda che per aiutare la memoria puoi far uso di questi consigli:

  • EMOZIONI: lo diciamo sempre ai nostri bambini e ai loro genitori che se c’è divertimento avviene anche l’apprendimento, in modo spesso inconscio e duraturo

  • CREARE ANCORAGGI: collegare ciò che già sai con qualcosa di nuovo ti aiuta a memorizzarlo, a recuperarlo dalla memoria quando ti serve e a renderlo più famigliare e quindi meno “strano” e “lontano”

  • RIPASSO ARGOMENTI: quando impari qualcosa di nuovo non basta leggere e ripetere il giorno prima della verifica, dopo lo studio i concetti vanno ripassati più volte perché entrino a far parte della memoria a lungo termine (le fasi del ripasso sono 3: dopo 10 minuti; entro 48 ore; entro la settimana successiva)

  • SEGMENTAZIONE: suddividi in sottoargomenti e in più fasi il materiale da imparare se ti sembra tanto e complesso

  • INIZIO E FINE: ricorda che ciò che impari all’inizio e alla fine di una lista è ciò che ricorderai di più (in una lista di verbi irregolari ad esempio puoi mettere per primi e per ultimi quelli per te difficili e lasciare quelli più semplici al centro)

  • PAUSE: tutti hanno bisogno di fare una pausa, ma ricorda che è importante che siano tante e brevi (circa 5 minuti di pausa ogni 30 minuti di studio)

  • CREARE IMMAGINI MENTALI: abbina nuovi concetti ad immagini, luoghi e situazioni a te familiari, ti aiuterà la memorizzazione perché farai uso di più canali sensoriali, delle emozioni e della personalizzazione.

Per concludere vogliamo consigliarvi un gioco da tavolo, da fare in famiglia, che aiuta ad allenare la memoria e che è anche molto divertente. Si chiama “Dream On” ed è un gioco di carte collaborativo adatto dai sette anni in su. Il primi giocatore sceglie una carta e inizia a raccontare una storia, gli altri partecipanti, a turno, dovranno giocare una loro carta e proseguire nel racconto della storia cercando di collegare le varie immagini. Al termine della clessidra finirà anche la storia e i giocato dovranno riuscire a ricordarla tutti assieme utilizzando i collegamenti fatti!

Buon divertimento!

Debora e Valentina

Officina delle Idee


Se hai ancora delle domande non esitare a scriverci!

 

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